ARRIVA LA “PRIMAVERA” visione olistica di una stagione
Utilizza i principi Naturali che questa stagione porta con sè, per una rinascita e un rinnovamento interiore ed esteriore.
Immagina la fiamma di un fiammifero appena acceso: audace e scoppiettante, questa è la Primavera.
In questa stagione ci sentiamo così desiderosi di ricominciare, risvegliarci e metterci in mostra al nostro meglio.
E’ opportuno approfittare della Primavera, simbolo di pulizia, per rigenersi dagli abusi alimentari delle feste e dagli eccessi esperienziali, mentali ed emozionali.
La “Primavera”, per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC in seguito), che fa capo a tutte le discipline orientali ( agopuntura, moxa, coppettazzione, shatzu, riflessologia plantare cinese, varie arti marziali…) è associata all’elemento LEGNO che è a sua volta abbinato al FEGATO e alla CISTIFELLEA.
La RABBIA, se non è ben gestita, tende a ristagnare in questi due organi; se invece è mantenuta in equilibrio beneficiamo di un ottima abilità organizzativa, capacità di rinnovamento, di una visione aperta ed una forza espansiva.
Il colore abbinato è il VERDE, colore dei germogli e della natura in espansione. E’ utile indossare un maglione, un pantalone o un foulard verde.
Rimanere saldi al passato, rimurginando, non favorisce la funzionalità del nostro organismo richiamato dalla
” PRIMAVERA”.
Suggerisco in questo periodo la depurazione con infusi come:Karkadè, salvia, agrumi, tarassaco, carciofo, malva, cardo mariano, betulla, liquirizia.
La MTC ci suggerisce un’ alimentazione ricca dal gusto ASPRO:
limone, aceto, pompelmo,lamponi, ribes,cigliege,nespole,prugne prezzemolo, germogli,
cereali: sorgo e soia rossa;
carne di:cavallo, maiale, fagiano,la gallina;
pesce tipo seppia, aragosta,ostrica e cozze,
ed una cottura “delicata” come quella a VAPORE.
Questo tipo di sapore astringente si contrappone alla normale attività del fegato con il risultato che l’energia in esso non si “disperda” e mantenga la sua ottimale funzione. E’ vero anche, che di norma, una ricetta equilibrata deve rappresentare tutti e 5 gli elementi stagionali della MTC.
( che tratteremo nelle future pubblicazioni)
Il fiore di Bach, meglio assocciato alla Primavera secondo il Naturopata Tedesco DIETMAR KRAMER, è IMPATIENS, chi meglio di questo fiore può rappresentare la capacità di donare calma mentale e fisica (quella che serve alla primavera per sbocciare). La persona in questo periodo dell’anno si sente impaziente, frenetica, iperattiva e dimostra incapacità di sopportare la lentezza degli altri, perchè desidera compiere nuovi progetti, mettere in pratica quelle idee che per tutto l’inverno ha cullato e che magari il profumo dell’aria primaverile ha risvegliato.
Sono un’ appassionata di pietre, con loro lavoro, o meglio collaboro, ad ora siamo consapevoli che tutto cio’ che esiste nell’Universo rappresenta una forma d’ Energia, dotata di una propria frequenza vibrazionale. Ciò vale anche per le pietre, i cristalli, i minerali, le gemme.
Nikola Tesla ha affermato che si tratta di un argomento importante per comprendere l’ Universo, ed ha dimostrato come alcune forme di energia possono alterare la risonanza vibrazionale di altre forme d’energia; su questo concetto si basano i trattamenti dove si utilizzano i cristalli ( o fiori, o musica, o colori, o reiki, o la comunicazione consapevole) per riportare benessere naturale fisiologico-emozionale.
Per quando riguarda l’uso dei cristalli su un soggetto che si sente in perenne “primavera”, gli consiglierei di porre sotto il cuscino o portare con se durante la giornata, anche in tasca, una splendida Sodalite.
Questa pietra dai colori blu, bianchi e neri; calmanti e rinfrescanti, è considerata la pietra della Verità.
- Ottima per chi lavora molto con la comunicazione (cantanti, insegnanti,venditori);
- Utile per supportare quei bimbi un po’ frenetici , che preferiscono qualche piccola bugia alla verità, agisce sull’autostima regalando una naturale auto-disciplina che porterà a vivere la vita nel modo più autentico possibile;
- Aiuta a fare introspezzione, placando i sensi di colpa per il timore di vedere ciò che non ci piace di noi stessi.
