Buongiorno a tutti!
Oggi vi presento il fulcro del pensiero hawaiano: la filosofia Huna.
Questa filosofia è composta da 7 principi che sono il risultato di una sintesi sviluppata per trasmettere in modo semplice e diretto I suoi contenuti a noi occidentali.
Potremmo considerarla come un sistema arbitrario per percepire e rivelare la causa nascosta di ciò che succede nelle nostre vite.
Anche se io la considero una sorta di ricetta della felicità. Ma… a voi la valutazione!
Ogni sistema è in fondo arbitrario e quindi, come ogni sistema, va valutato in base a quanto funziona realmente nella vasto vita. Se invece non funziona, si passa ad altro.
Quindi… provare non costa nulla, no?
Bisogna tener presente che questi sette principi sono appunto condensati in quanto mirano a trasmettere un messaggio chiaro.
Va ricordato inoltre che una filosofia o una cultura, non saranno mai riducibili a sette frasi.
Ma quantomeno è un inizio!
Allora iniziamo subito con questi principi:
Primo
principio:
IKE
– Il
mondo è come pensi che sia
A seconda del punto di vista una bottiglia può essere mezza piena o mezza vuota. A seconda dei nostri progetti, la pioggia può essere una benedizione per il raccolto o una catastrofe per un picnic. A seconda del nostro atteggiamento, un problema può essere un ostacolo o una sfida. Questi sono modi chiari, ovvi e comprensibili in cui il nostro pensiero influisce sull’esperienza. Sappiamo che pensieri di paura, preoccupazione, rabbia e risentimento possono renderci malati e diminuire la nostra efficienza, mentre pensieri di fiducia, determinazione, amore e perdono possono farci star bene e potenziare le nostre attività. Inoltre, pensieri positivi attraggono persone ed eventi positivi e pensieri negativi attraggono persone ed eventi negativi.
Secondo
principio:
KALA
– Non ci sono limiti.
In un primo momento questa affermazione può sembrare assurda, dal momento che siamo consapevoli di limiti presenti ovunque: il nostro corpo non può crescere oltre un certo limite, riusciamo a vedere solo fino a una certa distanza, la nostra capacità di udire è limitata, la terra è di una determinata grandezza e il nostro conto in banca è quello che è. Eppure, non ci sono limiti. L’universo è infinito e non può essere che infinito. Ma allora, come possiamo spiegarci i limiti che incontriamo nella nostra esperienza? Un modo per farlo è riconoscere due tipi di limitazioni: le limitazioni creative e le limitazioni filtrate.
La limitazione creativa presuppone di stabilire intenzionalmente dei limiti all’interno di un universo infinito al fine di creare esperienze particolari. Senza tali apparenti limitazioni, non potremmo sperimentare la dimensione dell’infinito. Queste ci permettono di migliorare le nostre abilità creative effettuando una focalizzazione su una certa gamma e tipologia di esperienza.
In contrasto con le limitazioni creative, una limitazione filtrata è imposta da idee e convinzioni che inibiscono la creatività invece di esaltarla, come per esempio le convinzioni che generano sentimenti di impotenza e disperazione o di vendetta e crudeltà. Ogni limitazione filtrata genera un tipo di concentrazione privo della potenzialità di compiere un’azione positiva.
Terzo
principio:
MAKIA
– L’energia fluisce dove va l’attenzione
Fra le tecniche sciamaniche più potenti e usate vi è la meditazione. Meditare significa molte cose diverse ma letteralmente significa pensare profondamente e continuamente. State meditando ogni volta che impegnate la vostra attenzione in maniera concentrata e prolungata su qualcosa. Secondo la filosofia Huna questo tipo di attenzione ha l’effetto di incanalare l’energia dell’universo e di causare il manifestarsi dell’equivalente fisico di tale concentrazione.
Quarto
principio:
MANAWA
– Adesso è il momento del potere
Alcune tradizioni orientali sostengono che le circostanze presenti in un individuo sono l’effetto di decisioni e di azioni di vite passate. Questo si chiama karma, una parola sanscrita generalmente tradotta come “causa ed effetto” o “ricompensa e debito”, ma che realmente significa “azione e reazione”. Secondo queste tradizioni, non è generalmente possibile cambiare il proprio karma. Tutto ciò che è possibile è raccogliere ciò che si è seminato.
La tradizione sciamanica invece dice che il passato non ha dato all’individuo quello che egli possiede oggi, né lo ha reso quello che egli è oggi. Sono bensì le convinzioni, le decisioni e le azioni di adesso che creano quello che un individuo possiede e lo rendono ciò che è.
Nella misura in cui cambiamo noi stessi nel momento presente, cioè i nostri pensieri e il nostro comportamento, così cambiamo il mondo.
Quinto
principio:
ALOHA
– Amare è essere felici con
In hawaiano il significato della parola amore è molto chiaro: “Amore” in hawaiano è Aloha.
La radice alo significa “essere con, condividere un’esperienza qui e ora”.
Oha invece significa “affetto, gioia”. Perciò la traduzione completa di Aloha diventa “amare è essere felici con”. Questo significa che l’amore esiste nella misura in cui si è felici con l’oggetto del proprio amore.
In qualsiasi relazione con persone, luoghi o cose, la parte felice viene dall’amore e la parte infelice viene dalla paura, dalla rabbia e dal dubbio.
“Sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.” – dizionario Treccani.
Nella nostra cultura, come da definizione, l’amore è attaccamento e non per forza gioia. Cambia molto quindi affrontare lo stesso concetto in culture differenti.
Sesto
principio:
MANA
– Tutto il potere viene da dentro
La filosofia Huna insegna che tutto il potere alla base della nostra esperienza proviene dal nostro corpo, dalla nostra mente e dal nostro spirito.
Seguendo un filo logico se non esistono limiti l’Universo, o la fonte della vita, è infinito e ciò significa che tutto il suo potere si trova in ogni suo punto, incluso il punto che definiamo come noi stessi. Niente accade mai senza la nostra partecipazione in quanto qualsiasi evento, di cui facciamo esperienza, è stato attratto dalle nostre convinzioni, dai nostri desideri, dalle nostre paure e dalle nostre aspettative. Poi noi possiamo reagire in modo abituale, istintivo, o rispondere in modo consapevole. Nessuno ci può rendere infelici. Noi possiamo però rendere infelici noi stessi, perché gli altri non agiscono nel modo che desideriamo o nel modo che pensiamo dovrebbero agire.
Il potere è in noi e questo significa che noi possiamo modificare gli eventi.
Settimo
principio:
PONO
– L’efficacia è la misura della verità
Inizialmente molte persone hanno problemi con questo principio, perché lo interpretano come “il fine giustifica i mezzi”. In realtà questo principio afferma esattamente il contrario e cioè che i mezzi determinano il fine. Mezzi violenti produrranno risultati violenti e mezzi pacifici produrranno risultati pacifici. Raggiungere il successo attraverso la mancanza di scrupoli produrrà una condizione in cui il prossimo agirà senza scrupoli verso di noi ma se si ottiene successo aiutando gli altri, si favorirà una situazione in cui gli altri ci tenderanno la mano.
Ognuno di noi può trarre molto beneficio da questi semplici ma profondi principi per la propria vita. Chi di voi vorrà provare a metterli in pratica, vedrà quanto il solo prenderne coscienza renda differenti le nostre giornate.
Buona pratica a tutti!
